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Ci siamo, sono di questi giorni le polemiche e il dibattito sulla manovra finanziaria, a cui da parte nostra va un plauso per lo spirito e la serietà che la contraddistinguono.
In un quadro economico europeo e mondiale che non accenna a stabilizzarsi, è di qualche settimana fa la notizia che oltre agli scossoni provenienti da Grecia e Ungheria, anche nel Regno Unito si parla di conti pubblici in dissesto e politica dei sacrifici; quello che ci preme puntualizzare è che ora si chiede alla classe dirigente del paese, ad ogni livello, un salto di qualità.
Una visione stabile e di lungo periodo è quantomeno necessaria, perché oltre ai lavoratori e alle famiglie, sono i giovani che sentono e risentiranno maggiormente la crisi sulle proprie spalle, con l’affannosa ricerca del lavoro ( laurea o non laurea ), una previdenza incerta e una scarsa responsabilizzazione, dovuta anche al ottimo tenore di vita fino ad ora garantito.
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